• Com’è profondo il mare
(quando ci pianti la Posidonia)

    C’è un mare di cose di cui possiamo fare a meno. Ma non del mare. Ce lo racconta Maria Sole Bianco, scienziata, divulgatrice naturalistica, Presidente e Co-fondatrice Worldrise Onlus.

Maria Sole Bianco

Presidente e Co-fondatrice Worldrise Onlus

“La Posidonia è a tutti gli effetti l’asilo nido del Mediterraneo: centinaia di specie, nelle sue praterie, tra le sue foglie, passano le prime fasi della vita.”

La Posidonia Oceanica è uno degli ecosistemi più importanti per la salute del Mar Mediterraneo, perché ne salvaguarda la biodiversità, svolge un ruolo fondamentale come “polmone ufficiale” imprigionando CO2 e producendo ossigeno, e limita l’erosione delle coste.

Negli ultimi 50 anni, però, abbiamo perso il 36% della superficie di questa pianta marina. Bisogna proteggerla, preservarla, ma anche lavorare per il ripristino degli ecosistemi. 

“Grazie al supporto e al contributo di Coopservice e Servizi Italia, siamo riusciti a ripiantare ben 500 talee che abbiamo raccolto da quelle che sono naturalmente estirpate dalle piantagioni durante le mareggiate.”

Le talee sono state piantate senza intaccare le piantagioni esistenti, usando stuoie di fibre di cocco che, una volta stabilizzate, si biodegradano senza lasciare traccia.

Un grande progetto di riforestazione marina e rigenerazione dell’ecosistema che è anche un regalo a chi verrà dopo di noi, affinché tutti possano godere della bellezza del nostro Mar Mediterraneo.

Il nostro contributo sarà una goccia nel mare. 

Ma il mare non è fatto di gocce?

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