• Il progetto Posidonia

    Coopservice e Servizi Italia a fianco di Worldrise Onlus e ZeroCO2 per il ripristino di praterie di Posidonia oceanica nel mar Mediterraneo.

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L’essere umano ha in comune con il mare molto più di quello che pensa: le tempeste selvagge, le fasi di calma piatta, la profondità e perfino le perle nascoste. 

Ma soprattutto, la vita.

Il mare è il polmone blu della Terra: a lui dobbiamo la produzione di metà dell’ossigeno che respiriamo e l’assorbimento di un 1/3 dell’anidride carbonica in atmosfera. Gli ecosistemi marini svolgono un ruolo cruciale nella biodiversità e nel mantenimento dell'equilibrio ecologico del nostro Pianeta. La perdita di alcuni habitat, come le barriere coralline o le foreste marine, può avere impatti negativi disastrosi: non a caso l’argomento è uno dei punti fondanti del PNRR e del Piano di Transizione Ecologica nazionale.

La riforestazione marina è un approccio che mira a ripristinare gli ecosistemi marini attraverso la coltivazione e il ripopolamento di alcune specie per rigenerare e proteggere gli ambienti costieri da vari fattori, come il cambiamento climatico, l'inquinamento o la pesca eccessiva.

È per questo che abbiamo avviato in Sardegna -  una regione in cui storicamente siamo molto presenti e attivi - il Progetto Posidonia con Servizi Italia, a fianco di Worldrise Onlus e ZeroCO2 per il ripristino di praterie di Posidonia oceanica nel mar Mediterraneo

2.500 piantine di Posidonia oceanica sono state piantate a Golfo Aranci, gioiello della costa nord-orientale, per ripristinare altri 100 metri quadri di prateria sottomarina. Insieme a Servizi Italia abbiamo “adottato” circa un quinto dell'intervento previsto per il 2023, con l’impiantazione di 500 talee su una superficie di circa 20 mq

Perché proprio la Posidonia? 

  • 20 mq = 146.000 lt di ossigeno ogni anno

La Poseidonia non è un’alga, ma una pianta che, in quanto tale, svolge una serie di funzioni fondamentali come la fotosintesi clorofilliana: ogni giorno, 1 mq di Posidonia può generare fino a 20 lt di ossigeno!

  • 1 ha = 350 specie diverse

1 ettaro di prateria è in grado di ospitare fino a 350 specie differenti di fauna marina. Tra le sue foglie gli elementi più fragili depongono le uova e si rifugiano dai predatori. 

  • -1 mq = -15 mt di litorale 

Le foglie strappate dall’impeto delle onde si depositano sui litorali durante il periodo invernale prevenendone l’erosione. Si stima che ogni anno 1 mq di Posidonia che regredisce causi l’erosione di 15 m di litorale sabbioso con una perdita economica per i comuni, e quindi per noi cittadini, che può aggirarsi tra i 39.000€ e gli 89.000€.

  • 50 anni = -36%

Negli ultimi 50 anni, a causa del progressivo peggioramento delle condizioni dell’ambiente, circa il 36% della superficie complessiva delle praterie nel Mediterraneo è andata perduta.

Una riforestazione 100% naturale

Vogliamo azzerare l’impatto ambientale. Per questo, le piantine usate sono solo quelle che vanno a depositarsi sulle spiagge dopo le mareggiate: dopo la raccolta vengono accuratamente ripulite e, se idonee, ripiantate sul fondo marino in stuoie di fibra di cocco che, una volta stabilizzate, si biodegradano progressivamente. Un sistema puro, che le due associazioni contano di utilizzare per incrementare ogni anno di 100 mq le praterie di Golfo Aranci, nel quale le piantine hanno già “curato” le aree danneggiate dalle attività antropiche, come la pesca a strascico e l’ancoraggio indiscriminato.

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