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    La voce dell’arte

    Quando si trova il proprio purpose, tutto sembra avere più senso. Ce lo racconta Giuliana Caroli, Responsabile Comunicazione Coopservice.

Giuliana Caroli

Responsabile Comunicazione Coopservice

“Non è più sufficiente raccontare la mission o la vision di un’azienda. Serve qualcosa di più profondo. Serve uno scopo, un purpose, una ragione d’essere.”

Perché un’azienda fa quello che fa?

Qual è il suo impatto, il suo contributo alla società, il valore aggiunto che dà alla comunità?

Ecco, quando un’azienda riesce a dare una risposta a queste domande, ha trovato il suo purpose.

Il purpose è una forza motivante molto potente. Quando una persona ha chiari i propri obiettivi e il motivo per cui raggiungerli, il profitto va in secondo piano. 

Perché è il significato delle azioni a guidare le sue scelte.

“Questa ragione dev’essere così forte, così autentica e condivisa da ispirare tutti: dal presidente, al neoassunto.”

In questo modo, ogni membro diventa un granellino unico che, insieme agli altri, forma qualcosa di molto più grande e significativo. 

Per questo, per raccontare il nostro purpose, abbiamo scelto la magia della sand art di Erica Abelardo, in arte EKA, dove la sabbia si muove, si sposta, si modella per creare storie uniche.

Proprio come in Coopservice!

Perché usare l'arte per raccontare il purpose aziendale?

  • L’arte comunica in modo suggestivo, crea una connessione con chi guarda.
  • L’arte è universale e accessibile, supera le barriere linguistiche e culturali. 
  • L’arte è creatività e innovazione, valori che sono al centro di Coopservice.

E poi, forse, per raccontare una spinta verso qualcosa di più grande, a volte le parole da sole non bastano.

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